Formazione a distanza (sincrona e asincrona) e formazione in aula: un mix di metodi per favorire l’apprendimento.

Fino a tre anni fa la FAD in Italia era un mistero, poi è diventata una necessità. Ora è un’opportunità da abbinare al ritorno alla formazione in aula.

La formazione nel periodo pandemico

Gli anni della pandemia sono stati anni di rapida evoluzione in molti settori. Forse non saremo “usciti migliori” come certi slogan auspicavano, ma di certo la necessità ha provocato un cambiamento dei costumi che in parte resterà.

Il settore della formazione è uno di questi.
Quando nel marzo 2020 tutto si è fermato, ci sono state alcune settimane di smarrimento, soprattutto perché nessuno sapeva quanto quella condizione di isolamento si sarebbe protratta. In poco tempo però sia gli enti di formazione che le istituzioni che normano il settore si sono rese conto che quelle nuove condizioni si sarebbero protratte a lungo, e hanno attivato nuovi protocolli.

Per un anno e mezzo quindi, mentre molti ambiti hanno incontrato una profonda crisi, la formazione ha trovato nuove opportunità. L’utenza si è attrezzata di nuovi strumenti e in poco tempo anche le persone meno abituate all’uso della tecnologia, hanno imparato come partecipare a una videoconferenza o a un webinar.

Questa alfabetizzazione accelerata ha forse rimediato a un ritardo che l’Italia aveva rispetto ad altri paesi nell’uso di certi strumenti digitali. Sono cambiati i tempi e i modi di lavorare in molti contesti, compresa l’amministrazione pubblica. Questo, forse, è uno dei pochi aspetti nei quali la pandemia ci ha consentito di migliorare.

Quando si parla di FAD (formazione a distanza) si deve innanzi tutto distinguere quella che viene chiamata FAD sincrona (il collegamento in diretta con un docente che effettua una lezione in un’aula virtuale) dalla FAD asincrona (moduli “registrati”, con slide e video da attivare on demand).

Queste soluzioni si sono rivelate provvidenziali per affrontare un periodo di necessità, che molte persone hanno sfruttato per aggiornarsi e qualificarsi, ma non sono da sole le soluzioni ideali per la formazione professionale.

FAD e formazione professionale

La formazione professionale, che spesso richiede molte ore di frequenza, è soprattutto incontro con i docenti/professionisti. Una gran parte dell’apprendimento avviene attraverso il gruppo, nel confronto con gli altri discenti e nelle simulazioni.
È vero che le piattaforme webinar consentono di svolgere molte attività anche in piccoli gruppi, come pure questionari ed esercitazioni, ma i tempi e i modi del confronto non sono mai altrettanto efficaci.

FAD e livello di attenzione

C’è poi la questione dell’attenzione. Molte tecniche formative richiedono che i partecipanti escano dai propri ambienti abituali. Spesso si ritengono più efficaci aule fuori dal contesto lavorativo, o addirittura attività all’esterno o in ambienti specifici. Questo perché un nuovo contesto è di per sé un elemento “attivante”, che favorisce il coinvolgimento della persona al di là del proprio ruolo abituale.

La formazione sincrona online permette a chiunque di collegarsi dal proprio ufficio, dalla propria casa o addirittura dalla propria auto, e frequentare una lezione con persone che nello stesso momento sono magari a chilometri di distanza. Sappiamo tutti ormai quanto questo sia comodo. Sappiamo anche, tuttavia, quando questa comodità favorisca la distrazione, o comunque una partecipazione disattenta e meno incisiva.

Mentre nell’aula fisica la partecipazione degli altri è uno stimolo continuo per la curiosità, nel collegamento a distanza si assiste spesso a un effetto opposto, e non è raro che al docente manchi qualsiasi tipo di feedback sui contenuti trasferiti. Certo, per migliorare l’efficacia della formazione a distanza i docenti adottano tecniche diverse, richiamando spesso l’intervento dei partecipanti con domande dirette e intervallando l’esposizione frontale a strumenti come infografiche e video, ma la maggiore passività dell’uditorio e un più alto livello di distrazione sono evidenti.

Il ritorno alla formazione in aula

Con la fine delle restrizioni del periodo pandemico, un accordo interregionale ha stabilito di impedire l’ulteriore svolgimento di corsi riconosciuti completamente online. Da settembre 2022 quindi i corsi sono tornati a svolgersi per lo più in aula. Questo comporta una maggiore difficoltà logistica per i partecipanti, ma riteniamo che a questa corrisponda anche una migliore qualità dei percorsi formativi.

La formazione a distanza resta una grande opportunità che può essere accompagnata in varia percentuale alla formazione in aula.
Il mix di modalità formative è certamente la soluzione migliore da dosare anche in base ai contenuti (più teorici o più pratici) e alle fasi del percorso (introduttiva, lezione frontale, esercitazioni di gruppo, simulazioni, verifiche etc…).

 

Leggi anche: Le soluzioni di Kleis Formazione per il ritorno in aula.

 

 



Categorie