Un percorso costruito dal Tutor insieme al corsista e alla struttura ospitante.
Nei corsi Kleis Formazione, lo stage è una parte importante del percorso didattico.
Non è un passaggio standard da “aggiungere alla fine”, ma un’esperienza formativa sul campo che deve essere costruita con attenzione, in modo coerente con il corso frequentato, con il profilo del corsista e con le possibilità offerte dal territorio.
Le lezioni, in presenza oppure online, sono definite fin dall’inizio e seguono una struttura comune per tutti i partecipanti. Lo stage, invece, funziona in modo diverso: per essere davvero utile, deve essere progettato in modo flessibile e personalizzato.
La progettazione dello stage è un processo collaborativo tra tre soggetti: Kleis Formazione, attraverso il tutor dedicato al corso; la struttura ospitante che viene individuata; e il corsista stesso, che partecipa attivamente alla definizione dell’esperienza.
Quando comincia la progettazione dello stage
L’organizzazione dello stage comincia a metà del percorso formativo.
La ragione è semplice: prima di entrare in un contesto di lavoro, è importante che il corsista abbia già assimilato una parte dei contenuti del corso. In questo modo l’esperienza sul campo può essere davvero produttiva, perché permette di riconoscere meglio le attività, comprendere il contesto professionale e mettere in pratica almeno una parte delle competenze affrontate durante le lezioni.
Le fasi del percorso
1. Invio del curriculum aggiornato
Il primo passaggio è l’invio del curriculum aggiornato da parte del corsista.
Questo aspetto per Kleis è importante. Le competenze tecniche e specialistiche contano molto, ma conta anche il modo in cui vengono presentate. In tutti i corsi di Qualifica una parte delle lezioni è dedicata proprio al miglioramento del cv.
Nei corsi più brevi questo modulo non è previsto dalla normativa, per questo Kleis Formazione offre a tutti i corsisti una lezione aggiuntiva, perché riteniamo che le competenze professionali e quelle trasversali debbano essere valorizzate insieme.
Il miglioramento del curriculum è il primo passaggio utile anche in vista dello stage, puoi leggere un approfondimento su questo tema qui.
2. Compilazione del questionario
Dopo il curriculum, il corsista compila un questionario che serve a raccogliere informazioni utili per impostare la ricerca e la pianificazione dello stage.
In questa fase vengono considerati, per esempio:
- il domicilio o la zona di riferimento
- la possibilità di spostarsi in autonomia
- eventuali impegni lavorativi già presenti
- fasce orarie non disponibili
- eventuali segnalazioni di strutture già conosciute o ritenute interessanti dal corsista
Questo passaggio aiuta a costruire uno stage che sia formativo, ma anche concretamente sostenibile.
3. Coordinamento didattico
Una fase importante è il coordinamento didattico, svolto in aula in un momento collettivo.
Qui la tutor del corso illustra ai partecipanti il processo di organizzazione dello stage e spiega la documentazione necessaria, così che ogni corsista possa avere un quadro chiaro dei passaggi successivi.
Tra i documenti illustrati ci sono:
- la convenzione di stage
- il progetto di stage
- il registro delle presenze
Questo momento serve anche a chiarire dubbi, rispondere alle domande più frequenti e condividere tempi e modalità.
4. Colloqui individuali
Dopo il coordinamento collettivo, il lavoro prosegue con uno o più colloqui individuali, in presenza oppure telefonici.
Questa fase è particolarmente importante perché consente di entrare nel merito della situazione del singolo corsista: disponibilità, obiettivi, vincoli logistici, caratteristiche del profilo e possibili strutture ospitanti.
Durante questi colloqui si lavora su:
- individuazione della struttura ospitante
- eventuale programmazione di colloqui conoscitivi
- raccolta e analisi dei feedback
- definizione dei passaggi necessari all’avvio dello stage
È il momento in cui la progettazione diventa davvero personalizzata.
5. Monitoraggio dopo l’avvio
Il lavoro non finisce con l’inizio dello stage.
Dopo l’avvio è previsto almeno un momento di monitoraggio con il tutor, utile per verificare che l’esperienza proceda in modo coerente con il progetto concordato e per raccogliere eventuali osservazioni da parte del corsista e della struttura ospitante.
Anche questo passaggio è parte del valore formativo dello stage: non lasciamo il corsista da solo dentro un’esperienza pratica, ma continuiamo a seguirne l’andamento.
Perché lo stage non può essere uguale per tutti
Una delle differenze principali tra lezioni e stage è proprio questa.
Le lezioni seguono un calendario definito e comune.
Lo stage, invece, deve tenere conto di molti elementi variabili: il settore professionale, la sede del corso e la zona di residenza, gli orari compatibili, l’esperienza precedente del corsista, le opportunità realmente disponibili e l’organizzazione della struttura ospitante.
Per questo non esiste una soluzione identica per tutti. Esiste piuttosto un lavoro di progettazione, orientamento e accompagnamento che ha l’obiettivo di rendere lo stage un’esperienza utile, concreta e coerente.
Anche i tempi di realizzazione dello stage possono essere diversi.
In alcuni casi lo stage può partire rapidamente e concentrarsi in un periodo più breve e intenso. In altri casi, invece, può svolgersi con una frequenza più diradata, distribuendosi su un arco di tempo più lungo.
Anche questo dipende dall’equilibrio tra più fattori: la disponibilità del corsista, l’organizzazione della struttura ospitante, la compatibilità con eventuali impegni di lavoro già presenti e le caratteristiche del percorso formativo.
Più che applicare uno schema rigido, l’obiettivo è costruire un’esperienza sostenibile e formativa, che permetta al corsista di affrontare lo stage nelle condizioni più adatte.
Lo stage come parte integrante del percorso
Non tutti i percorsi formativi che parlano di stage lo fanno nello stesso modo.
Quando lo stage è inserito in un percorso riconosciuto, non si tratta di un’attività accessoria o semplicemente evocata come possibile opportunità finale. Fa parte del progetto formativo, viene accompagnato da una documentazione specifica e rientra in un quadro organizzativo e istituzionale più definito. Le fonti pubbliche distinguono infatti i tirocini curriculari dai tirocini extracurriculari e collegano quelli curriculari a un percorso formale di istruzione o formazione.
Nei corsi Kleis, lo stage è parte integrante dei percorsi riconosciuti. Per questo non viene trattato come un’aggiunta facoltativa, ma come un momento necessario a completare l’esperienza formativa sul campo.
L’eventuale esonero dallo stage non dipende da una scelta generica, ma dalla presenza di crediti formativi o di esperienze lavorative documentate in mansioni analoghe, che possano essere valutate come coerenti con gli obiettivi del corso.
Alcune domande frequenti
Ci sono limiti di età per partecipare al corso e svolgere lo stage?
No. Non ci sono limiti di età per partecipare al corso e per svolgere lo stage curriculare.
Lo stage è coperto da assicurazione?
Sì. Lo stage è riconosciuto e coperto da assicurazione.
Quando comincia?
In genere nella seconda metà del corso, dopo una prima fase di apprendimento dei contenuti.
Lo stage è uguale per tutti i partecipanti?
No. È progettato in modo personalizzato, in base al corso, al profilo del corsista, alla disponibilità personale e alle opportunità presenti.
Chi lavora già in un settore coerente può essere esonerato?
In alcuni casi sì. Chi già lavora in un ambito coerente con il percorso può essere esonerato dallo stage secondo le condizioni previste dal corso.
Una fase delicata, da seguire bene
Lo stage è una fase delicata del percorso formativo proprio perché mette in relazione tre elementi diversi: quello che si è studiato, il contesto professionale in cui si entra e la situazione concreta della persona.
Per questo Kleis dedica tempo e attenzione non solo alle lezioni, ma anche all’orientamento, al curriculum, alla raccolta delle informazioni utili, ai colloqui individuali e al monitoraggio dell’esperienza.
L’obiettivo non è “trovare uno stage qualsiasi”, ma costruire un’esperienza formativa che abbia senso per il percorso del corsista.

