Cosa è, cosa fa e come si diventa Guida Ambientale

Cosa è una Guida Ambientale?

La Guida Ambientale Escursionista è un profilo professionale inserito nel repertorio regionale e riconosciuto a livello europeo (III livello EQF – European Qualification Framework).
L’ottenimento della Qualifica di Guida Ambientale Escursionista consente di ottenere il patentino, con il quale il professionista è abilitato ad operare su tutto il territorio europeo.

In alcune regioni sono previste figure omologhe alla Guida Ambientale Escursionista, quali l’Accompagnatore di Media Montagna (AMM, Piemonte) o Accompagnatore di Territorio (ADT, Provincia Autonoma di Trento).

Cosa fa la Guida Ambientale Escursionista?

La Guida Ambientale Escursionista accompagna persone singole o gruppi di persone in aree di interesse ambientale. Effettua escursioni a piedi o in bicicletta (non con mezzi a motore), anche in zone innevate, assicurando la necessaria assistenza tecnica. Rientra nelle sue specifiche competenze l’illustrazione degli aspetti botanici, faunistici, antropologici e folkloristici del territorio. Operano specialmente in parchi e aree protette, ma più in generale in ambiente montano, collinare e in pianura, presso zone marittime e corsi d’acqua.

Con chi lavora la Guida Ambientale?

Le Guide Ambientali operano per lo più in autonomia, come liberi professionisti, ma spesso in collaborazione con agenzie turistiche e tour operator, associazioni e istituzioni scolastiche.

È molto importante il contributo delle Guide Ambientali nella progettazione e nello svolgimento di attività formative, educative, laboratoriali e divulgative sui temi della protezione paesaggistica, della sostenibilità ambientale e dell’ecologia.

Quali sono le figure professionali “confinanti” con l’attività della Guida Ambientale Escursionista?

Sotto il profilo tecnico le competenze della Guida Ambientale pongono un limite molto chiaro: la Guida Ambientale non utilizza attrezzature alpinistiche o da arrampicata.

Pertanto i percorsi gestiti dalla Guida Ambientale non prevedono l’uso di corde e moschettoni. Quello infatti è l’ambito di competenza della Guida Alpina (per informazioni AGAI e CAI).

La Guida Ambientale prevede poi tre tipi di specializzazione:

  • Escursionistica (che opera a piedi o in bicicletta)
  • Equestre
  • Subacquea

Per chi avesse conseguito la Qualifica di Guida Ambientale Escursionistica, i percorsi formativi per le altre specializzazioni prevedono il riconoscimento dei crediti formativi per tutte le materie comuni, e quindi un percorso formativo integrativo per ottenere le altre qualifiche.
Altre e diverse specializzazioni possono interessare i professionisti abilitati, ma NON sono qualifiche riconosciute.

Nel comparto del turismo poi la Guida Ambientale si affianca ad altre due figure professionali: l’Accompagnatore Turistico e la Guida Turistica. L’Accompagnatore Turistico svolge un ruolo soprattutto organizzativo, logistico e di accompagnamento dei gruppi, mentre la Guida Turistica è l’esperto in ambito storico-artistico e culturale, che illustra soprattutto le città, i musei e le zone di interesse storico e archeologico.

Da alcuni anni l’accesso alla professione di Guida Turistica è bloccato in tutta Italia per una complessa situazione burocratica e normativa (per approfondimenti leggi: Guide turistiche: niente esami e corsi fino al 31 dicembre 2020).

Come si OTTIENE IL PATENTINO DI Guida Ambientale?

L’ingrediente principale per svolgere con successo questa attività è una passione vera per l’ambiente e il trekking.
Ma la passione non basta.

In Italia il sistema della formazione professionale è in carico alle regioni. Questo significa che, per ottenere una stessa qualifica, si possono riscontrare delle differenze tra una regione e l’altra.

In linea di massima comunque si accede alla professione partecipando a concorsi (molto rari in questo ambito) o a corsi di qualifica.

Le Agenzie Formative accreditate propongono corsi di formazione con un esame finale, presieduto da una commissione nominata dalla Regione di competenza, che rilascia la Qualifica.

Nella Regione Toscana è possibile accedere direttamente all’esame di qualifica come privatista, per chi è in possesso di uno sei seguenti titoli di studio: laurea in scienze geologiche, laurea in scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura, laurea in scienze biologiche, laurea in scienze e tecnologie agrarie e forestali, laurea in ingegneria per la tutela dell’ambiente e del territorio.

Con l’ottenimento della Qualifica ci si può recare presso gli uffici del turismo della Provincia (in diverse regioni possono essere gestiti dalla Città Metropolitana o direttamente dalla Regione) e richiedere il Patentino che ha validità europea. La pratica è una semplice dichiarazione di inizio attività (SCIA).

Ricordiamo che per ottenere il Patentino, oltre alla Qualifica, gli enti richiedono una certificazione medica dell’idoneità psico-fisica, che si può richiedere in molti centri medici specializzati.

Come si esercita l’attività di guida ambientale?

Quello descritto sopra è il percorso per ottenere l’abilitazione. Diversa poi è la strada da percorrere per esercitare con successo l’attività di Guida Ambientale.
Si tratta infatti per lo più di un’attività da libero professionista, per la quale è necessario tessere una rete di collaborazioni estesa, pensare e curare la comunicazione e la promozione delle proprie attività, e un aggiornamento costante.

È molto importante in questo senso l’attività delle diverse associazioni di guide ambientali che operano a livello regionale e nazionale (AGAE, AIGAE…), e che permettono di restare sempre informati e in contatto con i colleghi.

ATTENZIONE: molte persone confondono le associazioni sopra citate con gli enti di accreditamento (che invece sono le Regioni, tramite le agenzie formative accreditate). Spesso le associazioni svolgono anche attività formativa accreditata, ma l’ente di accreditamento è sempre la Regione.

Le Guide Ambientali in Italia

Fino a quindici anni fa la figura professionale della Guida Ambientale era estremamente rara e poco conosciuta.

Le Guide Ambientali che svolgevano effettivamente a tempo pieno questa attività erano poche, e spesso operavano stagionalmente in Italia e in altri paesi e continenti.

Tre fattori sono intervenuti e hanno modificato il contesto culturale e quindi anche le opportunità in questo settore.

Il primo fattore sono gli interessi istituzionali e di mercato ad attrarre un turismo esperienziale, meno “toccata e fuga”. Non sempre i provvedimenti hanno inciso in questo senso, soprattutto nella salvaguardia e nel recupero della montagna. I molte regioni però la qualità del turismo è molto cambiata.

In secondo luogo è cambiata la sensibilità rispetto ai temi ambientali e ecologisti. Se venti anni fa la difesa dell’ambiente era un tema appannaggio di un ristretto gruppo di “militanti”, oggi invece questo argomento entra necessariamente in ogni settore: la scuola, l’industria, le istituzioni etc…

Infine ci sono le opportunità offerte dalla digitalizzazione, e dalla maggiore facilità con la quale possono nascere gruppi di interesse comune nel quale vivere le proprie passioni.

Questi tre elementi hanno permesso a tante persone di avviare l’attività di Guida Ambientale. Nonostante la crisi, oggi ci sono nuove prospettive interessanti (per approfondimenti leggi: Turismo di prossimità: un’opportunità per le guide ambientali).

Le Guide Ambientali in Toscana

Ad oggi nei registri della Regione Toscana risultano circa 1300 le Guide Ambientali (Escursioniste, Equestri e Subacquee) attive. Si tratta di una cifra ben lontana dalle diverse migliaia di Guide Turistiche e Accompagnatori nella stessa regione, ma è un numero che restituisce comunque la portata di un ambito professionale in forte crescita.

Il nostro Corso di GuiDa Ambientale
Con il Corso per Guida Ambientale il catalogo formativo di Kleis Formazione completa la preparazione per le principali figure professionali del settore turistico.
Il Corso per Guida Ambientale prevede 480 ore di formazione in aula (in parte con sessioni sincrone online nel periodo di distanziamento e in parte con escursioni), 40 ore di FAD (formazione a distanza asincrona), 80 ore di tirocinio e l’esame finale di Qualifica.

Si tratta di un’esperienza molto coinvolgente, che prevede molte ore di formazione sul campo. Sono programmate escursioni brevi e lunghe, durante le quali sarà possibile effettuare prove pratiche di orientamento, di primo soccorso e di illustrazione del territorio.
Riserviamo grande attenzione a tutti quegli aspetti promozionali, di web e di self marketing, necessari prima per avviare la professione, e poi per farla crescere.



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