L’elenco dei siti non doveva essere solo per la prova pratica?
La prima sessione dell’Esame Nazionale per Guida Turistica si avvia alla conclusione, e consente finalmente una lettura più chiara di quanto accaduto.
I numeri sono già di per sé significativi. A fronte di oltre 26.000 iscritti, alla prova scritta si sono presentati 12.191 candidati. Un dato che evidenzia già una prima selezione implicita, probabilmente legata anche a requisiti di accesso molto ampi, passati nel giro di pochi mesi da estremamente stringenti a sostanzialmente aperti.
Ma è osservando l’esito della prova che emergono gli elementi più rilevanti.
Una selezione molto più dura del previsto
Ha superato la prova scritta circa l’1,8% dei candidati.
Un dato estremamente basso, che riduce drasticamente il numero di persone ammesse alle fasi successive e, di conseguenza, il numero finale di nuove guide abilitate.
Più che una selezione progressiva, il sistema ha prodotto una scrematura immediata, concentrata quasi interamente sulla prima prova.
Il nodo centrale: l’elenco dei siti
C’è però un aspetto specifico che merita attenzione.
La prova scritta si è di fatto basata su un elenco di siti specifici, dai quali sono state tratte molte delle domande. Questo elemento, tuttavia, non era previsto né dalla legge, né dal decreto attuativo, né dal bando d’esame.
Il bando indicava chiaramente che un elenco di siti sarebbe stato pubblicato solo per la prova pratica, con un anticipo di 20 giorni. Nulla di simile era previsto per la prova scritta o per quella orale.
Questa scelta ha inciso profondamente sulla natura della prova, introducendo un filtro fondato su un nozionismo molto spinto, che ha richiesto una conoscenza estremamente dettagliata di singoli luoghi.
Una prova in contrasto con l’impostazione della riforma
Questo punto non è solo tecnico.
La riforma della professione nasce con l’obiettivo di superare la guida territoriale e introdurre una guida turistica nazionale, con una preparazione ampia e trasversale, capace di adattarsi a contesti diversi.
L’impostazione della prova scritta ha invece privilegiato una conoscenza puntuale e frammentaria, spesso legata a siti specifici, andando in direzione opposta rispetto a una preparazione di base solida e generalista.
Il risultato è una selezione molto severa, ma non necessariamente coerente con il modello professionale che si intende costruire.
Nonostante tutto: un dato che ci riguarda da vicino
In questo contesto, emerge un dato che riteniamo significativo.
Tra i partecipanti ai percorsi di preparazione Kleis Formazione, su circa 90 corsisti:
- 3 hanno superato la prova scritta,
- 2 hanno superato l’intero esame.
In termini percentuali, significa che il 3,33% dei corsisti ha superato lo scritto, contro una media nazionale di circa 1,8%.
Si tratta di una differenza rilevante: circa il 56% in più rispetto alla media nazionale.
I numeri assoluti sono inevitabilmente contenuti, ma proprio per questo il dato è significativo. In un sistema che ha selezionato pochissimi candidati, anche differenze percentuali apparentemente piccole indicano un impatto concreto del metodo di preparazione.
Cosa aspettarsi dalla prossima sessione
Con la conclusione della prima sessione (prevista per maggio), è ragionevole ipotizzare una seconda sessione d’esame.
È plausibile che, alla luce dei risultati, si intervenga per correggere alcuni aspetti, in particolare:
- il ruolo dell’elenco dei siti nella prova scritta,
- il livello di dettaglio richiesto,
- l’equilibrio tra conoscenze generali e contenuti specifici.
Se questo avverrà, la seconda sessione potrebbe rappresentare un momento di riequilibrio importante.
È questo il momento giusto per prepararsi
Al di là delle possibili modifiche, resta un elemento certo: le materie d’esame sono ampie e complesse, come previsto dal programma ufficiale che comprende storia dell’arte, archeologia, legislazione e geografia del turismo.
Non è realistico pensare di prepararsi in poche settimane. Serve tempo, metodo e una strategia di studio strutturata.
Cosa abbiamo imparato
Questa prima sessione ha chiarito un punto fondamentale: non basta studiare molto, è necessario studiare in modo mirato.
Capire come vengono costruite le domande, saper integrare conoscenze generali e contenuti specifici e organizzare lo studio in modo strategico è diventato decisivo.
Nel caso in cui anche la prossima sessione dovesse mantenere un’impostazione simile, Kleis Formazione è già pronta a rafforzare gli strumenti a disposizione dei corsisti, con lo sviluppo di schede sintetiche dedicate ai singoli siti, già sperimentate in questa prima sessione.
Uno sguardo avanti
Questa prima sessione non ha solo selezionato i candidati, ma ha mostrato con chiarezza i punti critici del sistema.
La seconda sessione sarà decisiva per capire se questi aspetti verranno corretti e resi più coerenti con gli obiettivi della riforma.
Nel frattempo, per chi vuole intraprendere questo percorso, il messaggio è chiaro: prepararsi per tempo non è un vantaggio. È una condizione necessaria.

